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Storia della cucina rumena
Oggi la cucina rumena comincia a ritrovare la sua identità.Dagli anni '80 per colpa della politica del periodo comunista che considerava l’esportazione dei prodotti rumeni la priorità assoluta, la cucina rumena ha cominciato a perdere la sua fama, i suoi sapori e la sua tipicità, arrivando addirittura a costringere i turisti a portarsi le provviste per tutto il periodo del loro tragitto in Romania.
E pensare che negli anni '30 i ristoranti rumeni erano considerati tra i più prestigiosi d’Europa per la loro varietà di delizie e la loro raffinatezza.
Influenze della cucina rumena
Non c’è bisogno di fare ricerche approfondite per capire quali sono i paesi che hanno influenzato la cucina rumena, basta vedere le ricette di cucina dei paesi confinanti e sotto quali domini e stata la Romania nei secoli passati.
L’impronta maggiore l’ha lasciata la Turchia soprattutto nella preparazione dei dolci come (baclava e rahat) e dei cibi molto apprezzati e ormai conosciutissimi come sarmale, pilaf, ciulama e l’insalata di melanzane.
Ungheria, Austria, Bulgheria e Ucraina hanno influenzato la cucina tradizionale rumena con i loro prodotti di pasticceria per quanto riguarda i dolci, e con i loro modi di trasformare e preparare le verdure per l’inverno per quanto riguarda i cibi.
Tutti questi piatti hanno portato la cucina rumena ad un’evoluzione di sapori e profumi, lasciandoci oggi un patrimonio ricco e diversificato, tutto da esplorare e assaporare.
La Moldavia è diventata cosi famosa per il suo brodo di carne o verdure chiamato (BORS) molto saporito.
Il Delta del Danubio è diventato famoso per le sue zuppe di pesce preparate in tantissimi modi.
La Transilvania è diventata famosa per i tantissimi piatti ungheresi, molto difficili da preparare e che ormai hanno preso radici rumene, accumulando sapori diversi da una città all’altra.
Le principali verdure che caratterizzano la cucina rumena sono l’aneto ed il prezzemolo.
Il pane e la polenta rumena possono variare da regione a regione per forma e dimensione.
Il pane è generalmente tondo con la crosta grossa e croccante e la mollica bianca e morbida, mentre per le feste religiose prende forme diverse, come per esempio il panne intrecciato.
La polenta considerata una specialità tradizionale, che può assomigliare con quella italiana, viene preparata in un vaso speciale chiamato “ceaun” fatto in ghisa di alluminio, e può essere più morbida o più dura, in base al piatto che deve accompagnare. Molto frequentemente associato alla polenta sentirete del piatto “mamaliga cu branza si smantana” cioè polenta con formaggio e panna.
Nella tradizione culinaria rumena troviamo anche la selvaggina caratterizzata dai piatti a base di cinghiale, pernice e cervo.
Essendo anche oggi una delle più grandi esportatrici di storione, la Romania detiene una lunga tradizione della preparazione del pesce, soprattutto della carpa, trota, luccio e pesce persico.
La cucina rumena è povera nei piatti a base di frutti di mare, il più frequenti hanno alla base le uova di pesce come caviale, uova di Manciuria, uova di luccio e uova di trota.
Per quanto riguarda le bevande la Romania ha una lunga tradizione nella produzione della birra bionda, avendo aperto la prima fabbrica nel lontano 1718 a Timisoara e ancora funzionante.
Anche la tradizione per il vino è molto antica, essendo produttrice di vini dal VII secolo a. C. grazie anche al clima che è molto favorevole a tantissimi tipi d’uva.
Oggi detiene il nono posto a livello mondiale per la produzione di vini.
Tra i più conosciuti a livello internazionale sono il Merlot, Cabernet Sauvignon, Busuioaca de Bohotin, Tamaioasa Romaneasca si Grasa de Cotnari.
George B. Shaw





























