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MEDICINA NATURALE

Consigli utili e rimedi naturali per il benessere


sabato 15 settembre 2012         Condividi su Facebook

Cos’è la fitoterapia?

Cos’è la fitoterapia?La fitoterapia (o fitomedicina) è una pratica terapeutica che previene e combatte le malattie attraverso l’uso degli estratti naturali di piante fresche oppure essiccate. Questo metodo terapeutico è attestato sin dalla preistoria umana e ciò lo rende la prima forma di metodo terapeutico umano comune a tutte le culture e le popolazioni.
La fitoterapia appartiene alla più vasta disciplina che è la medicina popolare, alternativa alla medicina tradizionale e, pertanto, considerata non convenzionale. Mentre in erboristeria si curano e si procurano le erbe officinali, preparandole e vendendole in forma non medicamentosa, la fitoterapia non può prescindere dall’aiuto di uno specialista con buone conoscenze botaniche ed ecologiche: attenzione, quindi, a usare le ricette come farmaci ad-hoc, senza tenere conto delle interconnessioni e delle conseguenze sull’intero organismo.
I metodi moderni di estrazione fitoterapica prevedono diversi solventi, in base ai quali i composti prendono nomi diversi di estratti:
- Estratti idroalcolici/estratti fluidi (o tinture) quando il solvente principale è l’etanolo
- Infusi, decotti o macerati a freddo quando il solvente è l’acqua
- Oleoliti se il solvente è un olio grasso
- Estratti molli e secchi nel caso dei solventi non alimentari (esano, cloroformio, ecc.) che vengono di seguito eliminati
Per beneficiare dei principi attivi e delle proprietà delle piante, è necessario estrarre alcuni organi della pianta (oppure l’intera pianta). Per quanto riguarda le tisane, è importante soppesare esattamente (evitando eccessi e difetti) la quantità estratta; infatti, una concentrazione troppo alta può condurre a degli effetti indesiderati. Occorre, quindi, seguire una metodologia molto precisa sul tipo di pianto e la parte relativa da estrarre (stelo, foglia, fiore, radice, ramo, corteccia).
Esistono tre tipi di tisana: l’infusione (se si utilizzano fiori e foglie), la decozione (adatta per le parti dure della pianta come le radici, la corteccia) e la macerazione (tutte le operazioni vengono effettuate a freddo). È indicato bere l’infuso ed il decotto subito dopo la preparazione, dato che i principi attivi sono spesso volatili. Ecco quando si dovrebbero bere le tisane, per ottimizzare il loro effetto:
- Al mattino a digiuno – effetti depurativi, lassativi, purganti, diuretici, cicatrizzanti dello stomaco e dell’intestino, vermifughi
- Prima o dopo i pasti – protettori del fegato, antireumatici, antisettici, antitosse, cardiotonici
- Venti minuti prima dei pasti – ricostituenti, antiacidi, rimineralizzanti
- Dopo i pasti – digestivi, sedativi, antifermentativi
- Prima di andare a dormire – sedativi, lassativi, prodotti per migliorare la circolazione
Sarebbe altresì opportuno tenere conto di alcune raccomandazioni come evitare di utilizzare casseruole smaltate o di metallo nudo; alternare i lunghi periodi di cura con pause di 4-5 giorni; evitare lo zucchero e prediligere invece il miele (vergine integrale) come dolcificante; correggere il sapore amaro con erbe quali angelica, anice verde, basilico, menta, origano, gelsomino, liquirizia, salvia ecc.; conservare le piante (chiamate anche droghe) in ambienti freschi, lontani dalla luce, in sacchetti di tela o carta.

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